6.3.03

Sanremo Files #5323 (Burn Baby Burn)

Sanremo si trascina stanco e perde pubblico. Come dice Funari, mio guru dell’ora di cena, i siparietti appesantiscono e sono sempre negativi: o sminuiscono la vaccata successiva, o sono inutili perdite di tempo. E poi le canzoni. Mancano le scintille. Non mi è piaciuto nemmeno un pezzo e negli ultimi anni non era mai successo. Pure la Ruggiero mi ha tradito, ormai persa in una finta ricerca musicale worldsoupsoapmistica che la distoglie dalla sua attitudine principale, quella di illuminare il pop con il suo strumento. La regia di Gino Landi è immonda: durante il pezzo di Tatangelo-Sbragà si produce in effetti video degni dei filmini matrimoniali dello studio fotografico Magnozzi. Il tempo di finire la canzone e succede di peggio. Minghi suona “La Vita Mia” per due coppie di sposi, mentre sul maxischermo passano i filmini dei loro matrimoni.
Meno male che la musica cambia al dopofestival, dove Simona Izzo legge i testi con voce monotona, risvegliando memorie liceali ormai sopite e notti prima degli esami del sangue. In tono. È poi triste vedere Monica Setta inquadrata in quel modo: la donna dalle gambe perennemente accavallate, anche quando cammina, ridotta a mezzobusto neutro. Maiuscolo Minghi che litiga col generale Putzerstofern, Claudio Cuccurullo e la mamma della Maugeri. Poco dopo Aragozzini racconta di quando cacciò dal Festival Rod Stewart. Roberta Capua trova affascinante Rod Stewart, ma questa è un’altra storia.
Stasera dovrebbe arrivare il fuoco. Carla Bruni e Sharon Stone, non insieme. Non so se sperare il playback per Carla Bruni, che dal vivo rende meno che su disco. Poco male, sarò ipnotizzato. Per quanto riguarda l’americana ho un’indiscrezione: Sharon Stone canterà il remix di Mercedes Benz.